lunedì 28 settembre 2009

Come ti puoi permettere, tu, uomo chiunque, di uccidere persone innocenti e scaraventare tutto il mondo ai tuoi piedi? Re del sangue, della guerra, dell'ingiustizia. Solo tu, le tue armi e i tuoi sudditi contro un mondo mangiato dalla prepotenza di persone malvagie!
Và, non tornare più. Ci sono persone che non hanno scoperto la vita, non ne hanno potuto assaporare il profumo. Avvoltoio, capace di sradicare l'anima da un corpo vivo; hai privato del sorriso a un corpo che ora non può più regalare a se stesso la gioia e la forza di resistere.

domenica 27 settembre 2009

Domani è già lunedì. Il tempo passa e io non me ne accorgo. Lunedì lunedì..biologia, fisica, filosofia, arte e quell'odiosa lingua tedesca. Perché ho scelto quest'indirizzo? Non riesco a digerire le lezioni di Frau Q, donna insopportabile. Eppure il tedesco alle medie mi affascinava assai, ma i professori cambiano e con loro anche i metodi d'insegnamento.

Mi sono svegliata soltanto un'ora e mezza fa ed è quasi già ora di mangiare. Fermi questo tempo! La prego! Non posso vivere così! No no no! Non sto facendo niente per rendere questa giornata VISSUTA! Lo fermi!
Potrei studiare, si studiare. Ascoltare musica, giusto! Oppure, imparare Cha Cha Twist al basso. Una passeggiata. Una giornata ad Asolo con le sorelle. Dalla nonna. A trovare le caprette su in Costa Alta. Un giro in bici. Leggere un libro. Incontrare degli amici. Quaaaante cose.

Ho il diario delle SuperChicche! Non è da me, vero? Beh, sai cosa ti dico? Mi ricordano noi tre, sorelle e quindi mi piacciono tanto :) Io sono Dolly: quella bionda (naaaa, ma io sono nera di capelli!); mia sorella Francesca Molly: la tipetta aggressiva e maschiaccio, come lei appunto. Anna è Lolly: la rossa, quella più "adulta" fra le tre.

sabato 26 settembre 2009

Questa è una questione di corriere. "Lo vedo o non lo vedo?" è uguale a "Prende la 22 come il solito?".

Suona l'ultima campanella, finalmente. Non ne potevo più; la prof di letteratura ha spiegato due anni di programma di italiano in due misere ore da 55 minuti precisi. Sono stravolta. Prima tappa: in bagno per bisogno della cami...ci sono voluti 10 minuti e dritte in stazione. Passo dopo passo, comincio a rendermi conto della possibile Presenza in corriera, allora accellero minimamente il passo, tanto da non rendermene neanche conto. Mi guardo le scarpe e osservo la suola della scarpa sinistra che si sta rompendo piano piano. Merda, erano nuove, converse.. Alzo lo sguardo, faccio finta di niente e continuo a parlare per distrarmi con Camilla. Luce rossa, le sbarre chiuse per il treno. No, fà che non perda la corriera! Allora saranno guai. (...)
Supero a passi da gigante la biglietteria della stazione, destinazione panchina. Ecco là: Zatta, Bel, Sofia, Anna, En, Cec..e Giacomo. Sii! Giacomo vuol dire si. Perfetto. Mi avvicino e scopro che la 5B è uscita un'ora prima, ma Giacomo era lì per caso, maledizione. Buongiorno 22, ben arrivata! Salgo di malavoglia, senza fretta di prendermi un posto ..privilegiato. Mi siedo. Come se lo facesse apposta, il tempo rallenta, fino ad annoiarmi e a desiderare di scendere il più presto il possibile.
Cornuda..
Un'altra bella mattina di scuola se n'è andata per sempre.
Che noia, il tempo questo pomeriggio sta passando a passi di formica. Eppure ho un sacco di amici: perché non fare qualcosa con loro? Ecco, sarebbe una buona idea. Ma..chi può stare con me? Chi?

Questo sabato è iniziato nel migliore dei modi.

I suoi occhi, la sua bocca che mi comunica qualcosa, di incomprensibile per me, in questo momento. Sono concentrata sul suo viso. Ho il mondo intorno, ma lo fisso in un modo così timido e deciso che non riesco a vedere altro che lui. Mi porge il libricino che tiene in mano, apposta per me; mi spiega, fissandomi, senza cambiare la direzione dello sguardo. Mi piace. Non posso dare un senso alle parole; ascolto il suono della sua voce, ma non posso dare un significato. Il battito cambia giro, sempre più frequente: il cuore riesce a stare al passo. Cade il catalogo per terra, dalle sue mani. Noto le pagine sfogliate sotto la punta di una scarpa sconosciuta. Raccolgo, timidamente, lo fisso, sorrido, lo fisso e sorrido. Sembra agitato, ma felice. Lo sono anch'io. "Giulia, calmati, ti sta solo parlando! Niente di così imbarazzante!" e mentre io pensavo ciò, lui parlava, a scatti, mi fissava sempre. Dritto negli occhi. Mi stringo le mani, sistemo i capelli arruffati, sorrido. Silenzio. Lo ringrazio, ma ripensandoci subito non riesco a ricordare le varie informazioni che si è prestato a mettermi in dettaglio. Niente di niente. Lo vedo allontanarsi, timido, tra le colonne di persone affrettate alle macchinette. Ciao. Lo seguo con lo sguardo. Si gira. Ma il momento è minimo, si affretta e va.

giovedì 24 settembre 2009

Partire

Fingendo di essere felice. Costretta a nascondere la maschera inorridita che si è annidata nel mio corpo: ha paura anche lei di liberarsi sotto questo cielo rosso. Quel mondo così stanco, così ingiusto..bagnato da lacrime di morte, guerra, odio e da lacrime di potere e soldi che non sanno vedere, che non sanno scoprire..
Vite incomprese.